I social network hanno reso più semplice che mai imbattersi in un concorso, condividere un post e partecipare a un giveaway in pochi secondi. Proprio questa velocità è ciò su cui fanno leva i truffatori. Nel 2026 le frodi a tema lotteria restano tra i metodi più comuni per sottrarre denaro e dati personali, perché la promessa di un premio inatteso spinge ancora molte persone ad agire d’impulso. Gli avvisi delle autorità per la tutela dei consumatori ripetono lo stesso concetto: i premi autentici non richiedono pagamenti anticipati e le richieste di “commissioni”, “tasse” o “spedizione” sono segnali tipici di truffa.
I social network sono progettati per catturare l’attenzione in fretta. Un “annuncio del vincitore”, un timer con conto alla rovescia o una sezione commenti piena di entusiasmo possono spingere a reagire prima di verificare. I truffatori copiano l’aspetto dei brand reali, riutilizzano loghi e creano pagine che somigliano a profili ufficiali. Inoltre sfruttano il fatto che molti utenti pensano che gli annunci a pagamento siano stati controllati, anche se le inserzioni fraudolente continuano a comparire e ad essere segnalate.
Uno dei motivi per cui queste truffe si diffondono così bene è che possono sembrare “personali”. Invece di una mail generica, la vittima può ricevere un messaggio diretto del tipo “Hai vinto” o “Sei stato selezionato”, a volte accompagnato da screenshot di finti pagamenti o ricevute. La FTC statunitense ha più volte avvertito che chi promette “denaro gratis” nei social è quasi sempre un truffatore e che richieste di pagamento tramite gift card, criptovalute o app di trasferimento sono campanelli d’allarme molto forti.
Nel Regno Unito, le segnalazioni legate alla compromissione e all’abuso di account social sono aumentate negli ultimi anni, e le autorità hanno insistito su misure pratiche come l’attivazione dell’autenticazione a due fattori. Quando i truffatori prendono il controllo di un profilo, lo usano per promuovere giveaway falsi, rendendo la frode più credibile agli occhi di amici e follower.
L’urgenza è la leva principale. Il messaggio spesso sostiene che il premio deve essere richiesto “oggi” oppure che il vincitore verrà sostituito. La FTC ha una regola molto semplice: se qualcuno dice che devi pagare per ricevere un premio — che sia per “tasse”, “spedizione” o “gestione pratica” — si tratta di una truffa. I truffatori creano pressione perché non vogliono che tu ti fermi a controllare.
La fiducia viene costruita con la “prova sociale”. Puoi vedere commenti di presunti vincitori che ringraziano e raccontano esperienze positive, ma questi account sono spesso falsi o compromessi. Alcune campagne usano anche brevi video o immagini generate dall’AI per mostrare “prove” di consegne. L’obiettivo non è convincerti con la logica, ma sommergerti di apparenti conferme.
Un’altra tattica comune è l’impersonificazione. I truffatori fingono di rappresentare una lotteria nota, un rivenditore famoso o perfino grandi aziende tech. I ricercatori di sicurezza hanno documentato truffe tipo “raffle” collegate a grandi marchi, progettate per spingere le vittime nei messaggi privati, dove iniziano le richieste di denaro.
Gli annunci a pagamento sono uno strumento potente perché sembrano ufficiali e possono essere indirizzati a gruppi specifici. Un utente può vedere un’inserzione che promette un “bonus lotteria”, un “biglietto per un’estrazione” o un “pagamento del premio”. La pagina di destinazione spesso richiede dati personali, coordinate bancarie o un piccolo pagamento per “verificare l’identità”. Le autorità di tutela dei consumatori sottolineano che i premi legittimi non richiedono la condivisione di informazioni finanziarie sensibili per essere riscossi.
Un altro formato in crescita è il clone dell’influencer. I truffatori copiano foto profilo, bio e stile dei contenuti, poi lanciano un giveaway a nome della persona. I follower pensano che sia vero perché l’account sembra familiare. La truffa passa rapidamente ai messaggi privati, dove la vittima viene invitata a “confermare” i dettagli, cliccare un link o pagare una “commissione di sblocco”.
Le trappole “condividi per vincere” sono ancora molto diffuse. Ti spingono a ripostare il giveaway, taggare amici e lasciare commenti con dati personali. Anche quando non viene richiesto subito un pagamento, le informazioni raccolte possono essere usate per ulteriori truffe, furto d’identità o tentativi di takeover degli account. Alcune campagne raccolgono numeri di telefono o email e poi intensificano il phishing in un secondo momento.
La maggior parte dei giveaway truffaldini segue uno schema prevedibile. Prima arriva l’esca: un premio molto desiderabile (denaro, smartphone, viaggi, voucher). Poi arriva il passaggio di “verifica”: compilare un modulo, cliccare un link abbreviato o spostare la conversazione in un canale privato. Le vittime vengono spesso allontanate dai commenti pubblici, dove potrebbero comparire avvisi.
La fase successiva riguarda il pagamento o i dati sensibili. La FTC lo dice chiaramente: se per riscattare un premio devi fornire dati bancari, numero di carta o informazioni personali identificative, è una truffa. I truffatori possono sostenere che il pagamento è rimborsabile o richiesto da “regole”, ma sono giustificazioni inventate.
Infine cercano di ridurre la possibilità che tu riceva aiuto. Possono pretendere metodi di pagamento difficili da tracciare, come gift card o crypto, oppure chiederti di non dire nulla “finché il premio non arriva”. Non è un caso: vogliono isolarti e impedire che amici o familiari interrompano il processo.

La difesa più efficace è rallentare e verificare. Se un annuncio o un post dice che hai vinto qualcosa a cui non ti sei mai iscritto, consideralo sospetto per default. Cerca il sito ufficiale dell’organizzazione e controlla se il giveaway è pubblicato anche lì. Se l’unica “prova” è un post social e un link nei commenti, assumilo come potenziale trappola.
Non pagare mai per ricevere un premio. Non è solo buon senso: è un avvertimento costante delle autorità di tutela dei consumatori. Qualsiasi richiesta di “tasse”, “spedizione” o “commissioni” è un forte indicatore di frode. Se hai già pagato, contatta subito la banca o l’emittente della carta, perché la rapidità può essere decisiva per bloccare o tentare il rimborso.
Tratta anche i tuoi account social come strumenti di sicurezza. Usa password robuste, attiva l’autenticazione a due fattori e fai attenzione ai messaggi sospetti anche se sembrano arrivare da un amico. Nel Regno Unito, le segnalazioni di hacking degli account sono state significative, e i profili compromessi vengono spesso utilizzati per diffondere truffe nella rete di contatti esistente.
Inizia dalla verifica. Controlla l’account: ha una storia di pubblicazione lunga, engagement coerente e un badge verificato quando pertinente? Cerca segnali sottili come errori di ortografia nel nome utente, punteggiatura insolita o cambi di nome recenti. Molte pagine truffaldine puntano su creazione rapida e pubblicità aggressiva prima di essere rimosse.
Controlla la destinazione del link prima di cliccare. I siti fraudolenti usano spesso domini simili agli originali e link abbreviati. Se hai già cliccato e inserito dati, cambia immediatamente le password, attiva l’autenticazione a due fattori e monitora i tuoi account per attività sospette. Se hai condiviso dati finanziari, valuta anche un avviso antifrode con la banca.
Segnala il contenuto al social network e alle autorità competenti nel tuo Paese. Nel Regno Unito, Action Fraud è il servizio nazionale per segnalare frodi e cybercrime e le campagne pubbliche invitano regolarmente a denunciare le truffe e migliorare la sicurezza degli account. Le segnalazioni aiutano a costruire intelligence, anche quando il recupero del denaro non è sempre possibile.